Instagram: errori da non fare (MAI) 

Se commetti uno di questi tre errori, il tuo profilo instagram non crescerà mai!!!!!!!! Da laureato in psicologia, ho sempre adorato le tecniche comunicative di appello alla paura. Un esempio? Il titolo di questo articolo, che viene spesso cliccato da chi ha già una paura. Il timore che le cose non vadano bene, o comunque tanto bene quanto ci saremmo aspettati, è comune nell’essere umano.

Io non faccio altro che contribuire all’insinuazione del dubbio, perché come dicono i saggi “il dubbio è l’inizio della conoscenza”.  La mia onestà intellettuale mi obbliga a rivelare sin da subito che gli errori da non fare su Instagram sarebbero ben più di tre, tuttavia un mero elenco non avrebbe senso.

Così, oggi ci concentreremo su tre errori strategici che tutti commettono, o hanno commesso durante la loro permanenza online. Se ad una prima vista potrebbero sembrar banali, seguendo un’analisi approfondita, si sono rivelati fatali per innumerevoli profili. Io stesso ho pagato a caro prezzo alcune di queste leggerezze. Di cosa sto parlando?

1- Violare le linee guida della community di Instagram

Una marea di fenomeni digitali professa la fede del raggiungere risultati senza troppi sforzi. Vai online, schiacci due bottoni, e sei già il migliore. La maggior parte delle scorciatoie proposte viola le linee guida della community (pubbliche, consultabili gratuitamente da ogni profilo), e rappresenta errori da non fare in alcun modo su instagram. Alcune strategie da evitare sono:

  • Il follow Loop;
  • Il follow/unfollow;
  • La compravendita di follower;
  • L’utilizzo di app di terze parti non riconosciute da casa-madre Facebook (Instagram, per chi non lo sapesse, è proprietà di Facebook).

Comportamenti simili non sono conformi alle logiche dell’utilizzo etico dei social, e porteranno il tuo profilo alla devastazione più totale. Per essere chiari, se metti in atto anche uno solo degli elencati, potresti incorrere nel tanto temuto shadowban. Cosa significa?

Come ben spiegato nella mia guida per creare un profilo instagram efficace, ogni volta che pubblichiamo un post, esso verrà visto da un numero limitato dei nostri followers (circa il 10%). Se, di questo 10%, una buona parte interagirà con delle azioni sul post (like, commenti, condivisioni, salvataggi, etc…), l’algoritmo di instagram mostrerà il contenuto ad un ulteriore 10% dei nostri followers. Più interazioni si ottengono, più il contenuto verrà premiato con visibilità. Ricorda che per ottenere i dati relativi ai post, devi attivare l’account aziendale di instagram.

Se tuttavia fai il/la furbetto/a, l’algoritmo presto o tardi se ne accorgerà, e ti condannerà togliendoti visibilità. Se procrastinerai nell’errore, questa ti verrà completamente tolta. in alcuni casi, viene tolto il diritto ai profili di interagire con terzi. Ad azioni bloccate, non potrai ne commentare, pubblicare, o spingere il pulsante like.

Io ho sperimentato in prima persona ognuna delle strategie proibite, e posso garantirti che i risultati sono stati disastrosi. A fare da cavia, come sempre, è stato il mio profilo Mik Fontana, the cat content creator (miao). Passiamo ora al secondo errore comune.

2- Adagiarsi sugli allori (dello strumento)

A fine 2016 era possibile trovare su instagram un’infinità di profili che, senza né capo né coda, possedevano una quantità di follower abnorme. Il motivo era molto semplice: andavano di gran moda i bot di instagram. Scommetto che ne hai già sentito parlare.

I bot sono servizi di automazione che di per se non hanno nulla di male. Se però vengono utilizzati nel modo sbagliato, andando ad automatizzare le funzioni like e follow/unfollow, possono portare a gravi danni.

Il motivo è semplice: violano le linee guida della community di instagram (nello specifico vengono classificati come un modo artificiale di raccogliere like e follower). Da un giorno all’altro, l’algoritmo si svegliò e iniziò a bloccare ogni profilo che aveva abusato dei bot. Il risultato fu amaro: migliaia di persone che avevano iniziato a lavorare nell’influencer marketing sfruttando simili tecnologie si trovarono bloccati, perdendo soldi e lavoro. 

È importante sapere che, nel mondo dei social media, le strategie o gli strumenti che utilizziamo oggi potrebbero non esistere più domani. Oppure, come nel caso citato, una delle nostre piattaforme preferite potrebbe sospendere o modificare una funzionalità chiave per la nostra strategia.

Un ulteriore aneddoto riguarda un mio intervento di consulenza a cavallo del 2017. Mi recai in questa azienda a tenere ore di formazione su un software specifico (che peraltro violava le linee guida della community di Instagram ma ahimè, ero giovane e inesperto), utile a migliorare il coinvolgimento del pubblico, su instagram. Due giornate da otto ore altamente specifiche e ben pagate. 

Il giorno seguente la mia ultima giornata formativa, il software smise di funzionare in tutto il mondo. Gli sviluppatori si scusarono con una nota pubblica, per poi sparire per sempre settimane dopo. Una bella sfortuna per l’azienda, che aveva investito in formazione specifica, e si ritrovava con un pugno di mosche in mano. Cosa dobbiamo portarci a casa? 

Rimani informata/o. Non pensare che se lo strumento è buono, allora continuerà a funzionare per sempre. In alcuni casi, potrai leggere i dati in anticipo, capendo che c’è “qualquadra che non cosa”. In altri (esempio 2), non puoi farci niente e basta. L’avrò ripetuto almeno 100 volte, ma…una volta settata la tua strategia, SPERIMENTA, prova tool differenti 

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3- Ansia da vanity metrics 

“Amedeo, ho un problema. I follower non salgono… sono fermi DA IERI e non capisco perché. Dove sbaglio?” 

Una domanda ricorrente, che può essere generalizzata alle visualizzazioni, ai like, alle condivisioni, e a tante altre vanity metrics. Le statistiche contano eccome, e hanno un peso anche a livello psicologico, su chi si imbatte nel nostro account per la prima volta. Ciò che però bisogna comprendere (all’inizio è dura, lo so), è che se vendi un prodotto o un servizio online, non sei un influencer. 

Ciò che hai bisogno è di un seguito il più interessato possibile ai tuoi servizi, non di migliaia di persone che mettono like alle tue foto. Quindi, se il numero dei tuoi followers non dovesse aumentare da un giorno all’altro, non preoccuparti. È del tutto normale. Non diventare schiavo delle statistiche, altrimenti perderai energie cognitive preziose che potresti utilizzare per i tuoi contenuti.  

Oltre alle statistiche, evita di farti intrappolare dalle dinamiche psicofisiologiche. Like, commenti, e ogni azione che riceviamo sui nostri contenuti provoca piacere. Perché? 

È stato teorizzato che a livello biochimico, non vi sia differenza tra la gratificazione provocata da un abbraccio, da droghe sintetiche, o dall’utilizzo problematico dei social media. Ad essere attivato è sempre lo stesso circuito cerebrale (il reward system), che stimola la produzione della dopamina, l’ormone della felicità.  

Più sarai presente sui social, più il rischio sarà maggiore. Evita quindi di dare “un’occhiata” ai social l’ora prima di addormentarti, e l’ora subito dopo il risveglio. Potrai inoltre monitorare quanto tempo passi sui social da instagram. 

In “opzioni”, troverai il parametro “le tue attività”, che ti fornirà i minuti esatti che passi giornalmente sulla piattaforma. Se non riesci a smettere, imposta un timer di tempo limite da instagram (verrai avvisata/o quando superi quel limite). NON FARTI IPNOTIZZARE.  

Vuoi migliorare la tua comunicazione online sul serio? Sul blog troverai molti articoli tecnici su strumenti di digital marketing, e strategie basate sull’integrazione degli strumenti stessi.  Nel caso tu abbia una difficoltà da risolvere, e pensi che io possa aiutarti, non esitare a contattarmi. Al prossimo articolo! 

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